Tumori cutanei

La ricerca è volta alla comprensione delle basi molecolari della patogenesi delle neoplasie cutanee, con particolare attenzione al melanoma, ai linfomi cutanei ed al carcinoma basocellulare.

Viene indagato in particolare il ruolo delle alterazioni genetiche e funzionali degli antioncogeni, dei geni cioè che controllano la proliferazione e la morte della cellula e che sono essenziali nel processo di trasformazione neoplastica. Il lavoro persegue la finalità ultima di individuare quei meccanismi molecolari che regolano il differenziamento cheratinocitario e che sono poi alla base della trasformazione neoplastica sia cheratinocitaria che melanocitaria. In particolare la nostra attenzione si è focalizzata sul ruolo della famiglia p53 di antioncogeni nelle malattie della cute, utilizzando tecniche di biologia molecolare.

Il gene soppressore tumorale p53 codifica per un fattore trascrizionale che riveste un ruolo importante nella regolazione del ciclo e della morte cellulare, ed è il gene più frequentemente mutato nelle neoplasie umane. Recentemente sono stati identificati due geni denominati p73 e p63 che codificano per proteine simili dal punto di vista strutturale e funzionale a p53. Il prodotto del gene p63 risulta essere indispensabile per lo sviluppo della cute e degli annessi cutanei, i topi knock-out per il gene p63 risultano infatti privi dell’epidermide e degli annessi cutanei e mutazioni della p63 sono state ritenute responsabili della sindrome EEC (Ectrodattily Ectodermal dysplasia and facial Cleft). Abbiamo osservato che l’espressione della p63 risulta inversamente correlata allo stato differenziativo del cheratinocita. La p63 può essere quindi definita come un inibitore del differenziamento cheratinocitario. Attualmente sono in corso esperimenti volti alla comprensione dei meccanismi attraverso i quali la p63 e gli altri antioncogeni esercitano la loro azione.

La comprensione a livello molecolare dei meccanismi che regolano il differenziamento cheratinocitario potrà portare allo sviluppo di nuovi approcci farmacologici o di terapia genica per la cura di malattie come la psoriasi, le ittiosi e numerose altre condizioni patologiche con alterazione del differenziamento cheratinocitario.

Inoltre, considerato il ruolo chiave che il rimodellamento della cromatina ha nella regolazione dell’espressione genica, nel differenziamento e nella proliferazione cellulare, nonché nell’apoptosi, stiamo studiando l’attività anti-neoplastica degli inibitori delle deacetitasi, in linee cellulari continue di Sindrome di Sezary (HUT-78) ed in cellule di Sezary prelevate da pazienti con Sindrome di Sezary in fase iniziale. I nostri risultati suggeriscono che gli inibitori delle deacetitasi della classe HDAC possono rappresentare un nuovo strumento per potenziare l’effetto delle terapie con i chemioterapici comunemente usati nel trattamento dei Linfomi cutanei

Per ulteriori informazioni:info@nulldermatologica.it