Psoriasi

La psoriasi è una dermatite eritemato-squamosa cronica, recidivante della pelle, che interessa il 2.9% della popolazione italiana.

Nella sua forma più frequente si manifesta con lesioni eritemato-squamose, localizzate solitamente al cuoio capelluto, ai glutei, ai gomiti ed alle ginocchia, ma che possono interessare anche il volto e i genitali o l’intera superficie cutanea.

Le lesioni psoriasiche si possono accompagnare a prurito, fastidio, dolore e, nel 5-8% dei casi ad artrite, dando luogo alla particolare forma clinica conosciuta come psoriasi artropatica.

 La malattia psoriasica, può avere un enorme impatto fisico, funzionale, relazionale e psicologico incidendo sulla qualità della vita del paziente.

La psoriasi presenta una patogenesi complessa più volte rivoluzionata negli ultimi decenni;  ad oggi la psoriasi viene definita come un disordine immuno-mediato.  Infatti le cellule coinvolte comprendono cheratinociti, diversi sottotipi di linfociti, cellule dendritiche (DC) sia plasmacitoidi (pDC) che mieloidi (mDC), cellule natural killer (NK) ma anche cellule NKT, così come neutrofili e macrofagi.

Diverse teorie sono state proposte per spiegare la patogenesi della psoriasi, ad oggi la più accreditata propone che un danno cheratinocitario, infettivo o traumatico, conduca alla necrosi dei cheratinociti con liberazione degli acidi nucleici, e l’instaurarsi di un complessa cascata immunologica che porta al differenziamento dei linfociti T naive, in linfociti Th1, Th17 e Th22 in grado di produrre una serie di citochine proinfiammatorie, responsabili delle lesioni psoriasiche.

 

Il trattamento della psoriasi è spesso difficile ed insoddisfacente. Benché esistano numerose terapie in grado di controllare la psoriasi, non esiste una cura in grado di modificare in maniera definitiva l’espressione della malattia.

Nelle forme di psoriasi lieve o moderata il trattamento si basa su terapie di tipo topico, mentre nelle forme moderato-severo si impiegano terapie di tipo sistemico, tradizionali, o le più moderne terapie biologiche. Dopo un’intensiva ricerca focalizzata sui meccanismi molecolari alla base della patogenesi della psoriasi, infatti, l’industria farmaceutica ha generato una nuova classe di farmaci, le terapie biologiche, che intervengono direttamente sugli step della cascata molecolare che conducono alle manifestazioni cliniche della malattia. Tuttavia, studi clinici hanno dimostrato che anche questi farmaci altamente selettivi non sono efficaci in tutti i pazienti.

Negli ultimi anni un crescente numero di studi ha dimostrato l’esistenza di certi geni “chiave”, i cui polimorfismi possono essere correlati all’insorgenza e/o severità della psoriasi.

Tali geni potrebbero essere marcatori predittivi anche per la risposta terapeutica ai farmaci biologici utilizzati nel trattamento della psoriasi. Ad oggi, pochi studi sono disponibili in letteratura sul tema, ma tutti questi sottolineano l’importanza di poter offrire una terapia biologica personalizzata, in base al profilo genetico dei pazienti, per un’efficienza ottimale, effetti collaterali assenti o minimi e riduzione della spesa sanitaria. Per tali motivi, da circa 2 anni, presso la nostra clinica, è in corso uno studio atto a verificare se la presenza di alcuni geni responsabili della malattia psoriasica, possano in qualche modo influenzare la risposta al trattamento con i farmaci biologici. Il tutto, grazie ad un piccolo prelievo di sangue nei nostri pazienti in trattamento con i farmaci biologici, la successiva genotipizzazione presso il nostro laboratorio di ricerca, e la correlazione statistica dei risultati genetici con gli indici di risposta terapeutica utilizzati in dermatologia per descrivere l’andamento clinico della malattia.