Stress e infiammazione neurogenica nella psoriasi

Un ruolo dell’infiammazione neurogenica nella patogenesi della psoriasi è sostenuta da una serie di osservazioni: esacerbazione della malattia durante periodi di stress, marcata proliferazione delle terminazioni nervose cutanee, up regulation di neuropeptidi pro-infiammatori (Sostanza P, VIP, CGRP) nelle placche psoriasiche, risposta terapeutica ad agenti neuromodulatori quali capsaicina, somatostatina, peptide T e clearance di placche attive in siti di anestesia in seguito a denervazione traumatica di nervi cutanei. Similmente è stato recentemente pubblicato un caso artrite reumatoide in cui tutte le dita della mano presentavano la deformazione mutilante tipica della malattia, ad eccezione del IV dito della mano sinistra in relazione al quale in paziente riportava un trauma in età pediatrica con successiva perdita della sensibilità. Un ruolo della Sostanza P è stato dunque preso in considerazione nella patogenesi della artrite reumatoide così come nella psoriasi. È inoltre riportata la mancata comparsa di lesioni psoriasiche nel lato affetto dei pazienti emiplegici.

Diversi studi hanno evidenziato un aumento di NGF a livello delle placche psoriasiche e in modelli murini, una regressione a livello clinico e istologico in seguito a somministrazione di un anti-NGF (K252a). NGF è chemotattico per i leucociti, induce l’espressione di RANTES e IL-8, stimola la degranulazione delle mast-cell, determina un up regulation di neuropeptidi proinfiammatori come la sostanza P, attiva le cellule T e causa la diapedesi dei leucociti. Più recentemente è stata osservato un ruolo di NGF nell’espressione di molecole di adesione quali ICAM-1 e nell’angiogenesi. L’espressione di ICAM-1 sulla superficie endoteliale facilita il trafficking e quindi l’attivazione dei linfociti T nella psoriasi. Attraverso la stimolazione del gene c-fos promuove la proliferazione di cellule neuronali, dei cheratinociti e delle cellule endoteliali.

Un’alterazione del network nervoso è chiaramente confermato dal PGP 9.5, un marker generale delle fibre periferiche che risulta alterato nella cute psoriasica lesionale e non lesionale rispetto ai controlli sani, sebbene i dati in letteratura siano contrastanti.

I progetti attraverso i quali la nostra ricerca si sta orientando coinvolgono il “brain-skin-axis”, e in particolare come lo stress sia coinvolto nella comparsa e/o esacerbazione nella psoriasi. E’ ipotizzabile, ad esempio, che fibre periferiche CGRP-positive modulino l’attivita’ delle cellule di Langerhans. Quest’ultime, infatti, sono considerate il primum movens del processo patogenetico. In cute psoriasica lesionale e non lesionale abbiamo osservato un incremento delle fibre CGRP-positive e degli apparenti contatti con le cellule di Langerhans non presenti nella cute normale. Tale osservazione suggerisce una connessione tra sistema nervoso periferico e patogenesi della psoriasi, supportando l’ipotesi dell’infiammazione neurogenica.

Altri progetti coinvolgono il ruolo dei neuroormoni in situazioni di stress acuto e cronico con lo scopo di trovare una valida giustificazione all’ “immunodepressione” che spesso viene menzionata come fattore trigger di numerose malattie dermatologiche.

 

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